Il glaucoma
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LE INDAGINI DIAGNOSTICHE Abbiamo visto che la malattia è complessa. Manifestazioni e segni possono essere talora sfumati, se non addirittura "camuffati" da altre patologie. Nella sua forma più comune il glaucoma insorge nell’età adulta e più comunemente nelle persone anziane; solitamente non dà sintomi, perciò la diagnosi risulta spesso casuale e avviene in occasione di una visita oculistica effettuata per altri motivi. Ribadiamo a tal proposito un concetto già espresso:
La corretta diagnosi di glaucoma richiede una serie di indagini, a volte semplici e rapide, a volte più complesse e lunghe che sono:
Tonometria: dopo aver somministrato un collirio anestetico ed aver applicato un colorante giallo-arancione all’interno dell’occhio mediante il contatto di una striscietta di carta, un piccolo cono di materiale plastico annesso al biomicroscopio viene appoggiato sulla cornea. Una illuminazione con luce blu ottimizza la misurazione della pressione. Si tratta di un esame rapido, assolutamente indolore, e che non presenta alcun rischio.
Gonioscopia: dopo aver instillato alcune gocce di collirio anestetico si applica una speciale lente a contatto sull’occhio. Anche quest’esame è totalmente indolore e permette di acquisire importanti informazioni, sia sull’anatomia della parte anteriore dell’occhio, sia sul tipo di glaucoma eventualmente presente.
Oftalmoscopia: viene eseguita mediante l’uso di uno strumento che emette una luce in grado di illuminare l’occhio al suo interno, e grazie ad un sistema di lenti è possibile l’osservazione diretta della retina e del nervo ottico. In caso di glaucoma la papilla (emergenza del nervo ottico all’interno dell’occhio) si presenta come "schiacciata" dalla eccessiva pressione e si modifica anche nel colore divenendo più pallida.
Potenziali Evocati Visivi (PEV), Elettroretinogramma (ERG): sono metodiche che si basano sull’analisi computerizzata della trasmissione degli impulsi visivi. La registrazione dell’attività elettrica del nervo ottico produce alterazioni in questi tracciati. Analizzatore delle Fibre del Nervo Ottico (G.D.X.): questo strumento di nuovissima introduzione consente di fare diagnosi precocissima di glaucoma e permette un monitoraggio dell’evoluzione della malattia che precede i danni irreversibili al campo visivo. L’esame è paragonabile ad una TAC dell’emergenza del nervo ottico. Viene effettuato da una telecamera che scannerizza la papilla del nervo ottico; questi dati vengono successivamente elaborati da un computer e quindi stampati. Perimetria: questo è senza dubbio l’esame obbligatorio che viene effettuato nella diagnosi di glaucoma. E’ un esame che si avvale di sofisticati strumenti assistiti da computer, ma anche di strumenti manuali.
Esso è in grado di valutare la sensibilità di ciascun occhio a stimoli luminosi uniformi proiettati all’interno di una apposita cupola. Solitamente l’esame risulta in una mappa dove i difetti glaucomatosi sono rappresentati con aree più scure rispetto alla norma, oppure con valori numerici che lo specialista è poi in grado di interpretare: tali aree sono dette scotomi.
Essi si formano lentamente, negli anni, e sono permanenti. Originariamente come piccole aree periferiche intorno alla zona centrale di visione. Piano piano si ingrandiscono e confluiscono, fino ad interessare anche la parte centrale della vista, lasciando come ultimo stadio una visione come "attraverso un tunnel". Coinvolgendo così tutto il campo visivo saremo arrivati all’ultimo stadio di questa malattia cioè alla perdita totale e irreversibile della funzione visiva.
LA TERAPIA Lo schema generale del trattamento del glaucoma prevede come primo gradino la terapia medica, con l’uso di farmaci per via locale come colliri, gel o, più raramente pomate.
Se non è più sufficiente l’azione farmacologica si procede alla terapia parachirurgica con i laser, o alla terapia chirurgica vera e propria.
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