Il glaucoma



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GLAUCOMA


Dopo aver brevemente descritto queste nozioni di anatomia e fisiologia dell’occhio, possiamo ora dare una definizione a questa malattia:

il GLAUCOMA è una malattia caratterizzata dalla progressiva riduzione della vista, secondaria ad un danneggiamento delle fibre nervose del nervo ottico, causata il più delle volte dall’aumento della pressione interna dell’occhio che avviene per accumulo di umore acqueo, senza una sintomatologia eclatante.

Per comprendere meglio quello che è il progredire di questa malattia dobbiamo sapere che l’occhio non è elastico come può essere un palloncino di gomma, ma è un organo inestensibile. Se la pressione al suo interno aumenta avremo una maggiore tensione che determina una compressione su tutte le strutture che lo compongono. Tra queste quelle che risentono per prime di questo schiacciamento sono le fibre nervose della retina soprattutto in prossimità della papilla ottica dove le esili fibre nervose si raccolgono.
La spinta esercitata comprimerà la papilla ottica determinando il caratteristico aspetto della "escavazione glaucomatosa".



Il danno che causa è una sofferenza del nervo ottico, con una costante riduzione della sua efficienza che si manifesta con la perdita del campo visivo. In effetti la perdita del campo visivo non è immediata ma molto lenta nel tempo, tant’è che i pazienti vengono il più delle volte a scoprire questa malattia molto tardivamente.



I primi effetti della riduzione del campo visivo sono gli "scotomi" cioè delle aree di perdita relativa o totale della funzionalità retinica. Inizialmente molto piccoli, gli scotomi vengono notati solo quando diventano estesi ed il danno del nervo ottico è già considerevole (il più delle volte dopo parecchi anni dall’inizio della malattia).



Detto questo è bene puntualizzare come non sempre l’innalzamento della pressione oculare equivale al glaucoma. Vi sono infatti occhi con pressione più elevata rispetto alla norma , ma senza danni al campo visivo. D’altro canto esistono forme con pressione oculare normale, ma associate ad alterazioni del campo visivo. Siamo quindi pronti a dare un altro concetto di fondamentale importanza per questa malattia:


ogni soggetto, secondo lo stato dei suoi occhi e delle eventuali patologie generali associate, presenta una "pressione individuale" giusta, che impedisce alle fibre del nervo ottico di subire danneggiamenti.



Ne consegue che la corretta diagnosi di glaucoma viene fatta riscontrando i seguenti segni in ordine di importanza:

  • CAMPO VISIVO ALTERATO

  • ESCAVAZIONE DELLA PAPILLA DEL NERVO OTTICO

  • PRESSIONE OCULARE AUMENTATA (raramente nei limiti fisiologici)

Una volta posta la diagnosi corretta e la giusta terapia non tutto è risolto. Bisogna accertarsi periodicamente con il controllo della pressione oculare e soprattutto con l’esame del campo visivo che la malattia non progredisca. Nel qual caso l’oculista modificherà la terapia nel modo più appropriato o addirittura sceglierà la via dell’intervento parachirurgico o chirurgico.


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FATTORI DI RISCHIO


I fattori di rischio sono i seguenti:


  • Età

  • Ereditarietà

  • Razza

  • Malattie generali

  • Malattie oculari

  • Traumi

  • Farmaci

Superati i quarant’anni è bene sottoporsi ad una visita specialistica, e non solo per il rischio di glaucoma. Non ci sono differenze significative tra i due sessi.
La presenza di familiari affetti dalla stessa malattia è un altro elemento di rischio in quanto si eredita una "predisposizione" a sviluppare la stessa patologia.
La razza negra e l’asiatica hanno una maggiore incidenza di glaucoma a causa della particolare conformazione del bulbo oculare.
Le malattie generali dove viene compromessa o alterata la circolazione, riducendo l’apporto di sangue per il nervo ottico, come il DIABETE, l’IPERTENSIONE e l’IPOTENSIONE ARTERIOSA, l’ARTERIOSCLEROSI sono responsabili nel generare o favorire il glaucoma.
Le malattie oculari come le TROMBOSI dei vasi retinici, le infiammazioni interne all’occhio (UVEITI), i DIFETTI ELEVATI DELLA VISTA come ipermetropia e miopia e i TUMORI OCULARI sono responsabili nel generare o favorire l’aumento della pressione oculare. Un cenno a parte merita la CATARATTA. Una cataratta che diventi "troppo matura" e non venga operata nei tempi adeguati può modificarsi e causare innalzamenti della pressione oculare. Inoltre la presenza di una cataratta, oltre a causare annebbiamento visivo, può impedire una corretta visualizzazione del fondo oculare e soprattutto della papilla ottica. Ciò rende difficoltosa la valutazione della sua escavazione e quindi il monitoraggio o la valutazione di un glaucoma.
Aver subito traumi oculari può essere causa di malattia glaucomatosa per modificazioni anatomiche della via di deflusso dell’umor acqueo. Per ultimo, ma non per importanza, è l’abuso di alcuni farmaci come il cortisone. Assunto localmente o per via generale in modo continuato senza controllo oftalmologico in soggetti predisposti può causare glaucoma a qualsiasi età.


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PREVENZIONE


La prevenzione rappresenta un punto molto importante nella diagnosi del glaucoma essendo molteplici le cause che lo determinano e soprattutto avendo uno sviluppo lento ed il più delle volte silente. Infatti non procura disturbi ben chiari e precisi, tali da stimolare una persona a rivolgersi ad un medico oculista.
La prevenzione allora rappresenta il solo modo per individuare tempestivamente i primi segni di malattia e di conseguenza approntare la più corretta terapia.


L’età critica è rappresentata dai 40 anni.

Chi non avesse sinora effettuato una buona visita oculistica, deve cogliere l’occasione di questa tappa importante della vita per fare un controllo accurato. Se poi si è a conoscenza che un nostro familiare è affetto da glaucoma, o che egli stesso è portatore di altre patologie oculari o sistemiche, o addirittura si abusa di colliri al cortisone che il più delle volte sono "auto-prescritti", allora il controllo specialistico è ancora più necessario ed urgente.


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