La cataratta



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Possibili complicanze dovute all'intervento


Anche se per quanto detto fino ad ora l’intervento di cataratta con la tecnica della facoemulsificazione ha ridotto di moltissimo i rischi operatori tipici delle altre tecniche, è giusto considerare anche le possibili complicanze legate a tale chirurgia. Per fare ciò dobbiamo tenere presenti dei concetti di fondamentale importanza.


Scelta chirurgica elettiva. Oggigiorno l’asportazione della cataratta con la tecnica della facoemulsificazione, con l’impianto del cristallino artificiale, è la scelta chirurgica elettiva nella maggior parte dei casi.

Alternativa alla chirurgia. A tutt’oggi non esiste alternativa alla chirurgia. L’unica scelta possibile è quella di continuare a vivere con lo stato attuale di visione.

Possibili altre patologie secondarie. L’intervento di cataratta non preserva l’occhio da altre possibili patologie come possono essere il glaucoma o i problemi retinici.



Il successo dell’intervento secondo le più recenti statistiche è del 95% dei casi, di contro le possibili complicanze sono intorno al restante 5%. Si devono però diversificare le complicanze minori dalle maggiori. Le complicanze minori, che sono nell’ordine del 4% dei casi, sono:


  • Occhio rosso od occhio secco un certo periodo nel postoperatorio.
  • Temporanea visione doppia in caso permanga la cataratta nell’altro occhio.
  • Astigmatismo.
Le complicanze maggiori (sotto l’1% dei casi) sono realmente assai rare e possono essere:
  • Infezioni (1 ogni 15.000).
  • Scompenso corneale che determina per un periodo più o meno lungo la perdita di trasparenza della cornea.
  • Rottura della capsula posteriore. Tale evenienza comporta il cambiamento della procedura operatoria con successivo allargamento della breccia chirurgica per continuare l'intervento e quindi necessità di apporre dei punti di sutura.
  • Problemi retinici come l’edema maculare che ritarda la ripresa visiva.
  • Aumento della pressione oculare che la maggior parte di volte è solo limitata nel tempo.
  • Emorragie (1 ogni 1.500).
  • Uveiti (processi infiammatori interni al globo oculare).
  • Dislocazioni della lentina intraoculare. In questi casi è necessario un nuovo intervento per riposizionarla.

E comunque, seppur rare, possono essere trattate con scelte chirurgiche differenti e tenute sotto controllo sia durante l’intervento che dopo.


Di contro coloro che subiscono quest’intervento godono successivamente di innumerevoli benefici (visione dei colori, possibilità di guidare la macchina, cucinare, utilizzare il computer, ecc.) che rendono la vita molto più agevole.




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La cataratta secondaria


Dopo un certo periodo di tempo variabile da mesi ad anni si può formare una opacizzazione secondaria della capsula posteriore del cristallino sulla quale è appoggiata la lente intraoculare. Tale opacizzazione viene detta cataratta secondaria ed è asportabile senza dover essere sottoposti ad un nuovo intervento grazie all’ausilio di un laser. Tale apparecchiatura creerà una breccia nella capsula posteriore che non potrà più riformarsi.
E’ da sottolineare che con l’avvento della facoemulsificazione è nettamente diminuita l’insorgenza di tale evenienza.


Il raggio laser che perfora la cataratta secondaria


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Considerazioni conclusive


Da quanto abbiamo credo risulti chiaro che oggigiorno la cataratta non rappresenta più una patologia importante il cui intervento necessitava di parecchi giorni di degenza e successivamente di un lungo periodo di convalescenza.
Oggi grazie alla facoemulsificazione il paziente sottoposto all’intervento dopo poche ore ritorna a casa ed a distanza di pochi giorni può riprendere la sua attività lavorativa.


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