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L'intervento in ambulatorio
Per quanto detto prima l’asportazione della cataratta con la tecnica della facoemulsificazione ed in anestesia locale consente l’esecuzione dell’intervento in day-hospital.
Ciò significa che in un paio di ore il paziente è gia a casa con il vantaggio di non dover rimanere in un ambiente certamente a lui poco familiare e soprattutto senza alcun rischio. Il paziente arriva presso il centro circa un’ora prima dell’intervento a digiuno e con dei comuni accertamenti ematologici di routine che ha provveduto preventivamente ad effettuare. Ha effettuato una terapia il giorno precedente con dei colliri ed il giorno stesso dell’intervento con l’antibiotico.Non necessita venire con dei particolari indumenti perché non ci sarà il pernottamento. Una volta giunti l’infermiere inizierà ad instillare delle gocce che dilatano la pupilla; tali gocce verranno messe ogni quindici minuti per circa un’ora. Contestualmente si provvederà ad effettuare l’esame ELETTROCARDIOGRAFICO. Ottenuta la perfetta dilatazione il paziente viene accompagnato nella presala operatoria dove gli viene effettuata l’anestesia locale; segue un periodo di riposo di circa venti - trenta minuti che serve a far fare azione all’anestetico. Successivamente il paziente viene portato in sala operatoria dove rimarrà per circa venti minuti, tempo occorrente per la disinfezione e per l’intervento.
Quindi il paziente uscirà dalla sala operatoria con un tampone applicato sull’occhio operato, e verrà accompagnato dai suoi parenti rimanendo per ancora venti - trenta minuti in osservazione, trascorsi i quali farà ritorno a casa.
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A casa dopo l'intervento
Giunto a casa il paziente può effettuare una vita pressoché regolare; infatti, potrà mangiare, camminare, leggere il giornale, vedere la televisione. Uniche raccomandazioni sono quelle di non sollevare oggetti pesanti, di non strofinare l’occhio e di non chinare la testa. Il giorno seguente verrà sbendato presso lo studio e da allora non porterà più la benda ma una mascherina protettiva particolare inclusa in un set postoperatorio, nel quale è presente anche una conchiglia protettiva per la notte che dovrà essere utilizzata per circa due settimane dopo l’intervento.
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La cataratta pediatrica
Un capitolo a parte merita la cataratta pediatrica che può essere presente già alla nascita (malattie infettive contratte dalla madre durante la gravidanza; malattie ereditarie) oppure svilupparsi in un secondo momento per un trauma o per una crescita anormale del cristallino. Anche per questo tipo di cataratta non esiste nessun tipo di trattamento con i farmaci, ma solamente chirurgico. L’intervento è molto simile alla facoemulsificazione nell’adulto ma in realtà essendo il cristallino molto morbido viene risucchiato da una piccola sonda senza alcun bisogno dell’ausilio di ultrasuoni. Differentemente però rispetto alla stessa patologia degli adulti l’intervento deve considerarsi necessario e urgente. Necessario perché il processo della visione si viene a sviluppare solo nei primi mesi di vita, periodo durante il quale è indispensabile che il cervello riceva dagli occhi delle immagini quanto più nitide possibili. Urgente perché l’opacità del cristallino potrebbe alterare questo sviluppo determinando una ipovisione (AMBLIOPIA ) che risulta sempre più grave in maniera proporzionale all’età in cui viene effettuato l’intervento. La rimozione del cristallino opaco rappresenta però solo il primo passo del trattamento; è infatti fondamentale ottenere una correzione ottica adeguata che fornisca delle immagini ben focalizzate sulla retina per il motivo sopra descritto.
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Tale correzione si ottiene:
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CON OCCHIALI anche se è sempre meno frequente ed applicabile solo se il piccolo paziente ha subito un intervento in entrambi gli occhi.
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CON LENTI A CONTATTO con i conseguenti problemi di tollerabilità legati sia ai materiali ma soprattutto alla piccola età dei pazienti.
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CON LENTI INTRAOCULARI. Questo tipo di correzione è sempre più preso in considerazione ultimamente sia perché la qualità dell’immagine è senza dubbio la migliore, sia anche per gli studi fatti sulla crescita comparata tra occhio e potere della lentina da impiantare.
In ultimo è altresì importante sapere che per favorire la ripresa del visus è importante associare la terapia occlusiva (BENDAGGIO) dell’occhio che vede meglio (indispensabile se la cataratta era monolaterale) per stimolare l’uso dell’occhio più debole.
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...continua
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